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In questo articolo illustrerò un metodo molto efficace che ci offre Photoshop CS4 per ridurre il rumore cromatico causato dall’utilizzo di alti valori ISO.
In questi ultimi anni i produttori di reflex digitali hanno fatto dei passi da gigante nell’evoluzione dei sensori. Solo però le fotocamere professionali offrono un'ottima qualità in condizioni estreme, come quando si utilizzano alte sensibilità; Nelle fotocamere amatoriali o semi-professionali spesso, alzare la sensibilità del sensore (ISO), riduce notevolmente la qualità della foto, in termini di rumore e quindi anche di nitidezza.
Sono molti i software che ci permettono di ridurre il disturbo cromatico nelle foto; personalmente reputo il “riduci disturbo” di Photoshop uno dei metodi più potenti ed evoluti che ci siano.
In ogni modo qualsiasi intervento di riduzione disturbo voi usiate porterà ad una perdita di dettagli nella foto e quindi ad un processo di “distruzione” di informazioni soprattutto nelle zone meno luminose del fotogramma.
Il sogno di ogni fotografo è quello di scattare a qualsiasi ISO senza preoccuparsi della qualità dell'immagine. Per fare questo bisognerebbe scindere il rumore dal soggetto fotografato. Questo risulta teoricamente impossibile perché il rumore cromatico si manifesta sotto forma di pixel colorati, gli stessi pixel che vanno a comporre la scena.
Esiste però un metodo che sfruttando le potenzialità di Photshop permette di trasformare i sogni in realtà!
Per comprendere questo metodo dobbiamo prima soffermarci sulla definizione di "RUMORE DIGITALE".
Una foto con un elevato rumore cromatico
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Come si presenta il rumore:
Il rumore nelle immagini digitali si evidenzia in prevalenza come una certa granulosità o puntinatura monocromatica (luminance noise) e/o come puntini o macchioline colorate (chroma noise) evidenti soprattutto nelle aree uniformi come il cielo, o in zone scure con poco dettaglio. L'effetto è molto simile a quello delle immagini da pellicola ad alta sensibilità.
Il rumore di un sensore aumenta in funzione della temperatura del sensore stesso, e della sensibilità ISO impiegata per la ripresa.
Ogni pixel del sensore contiene un diodo fotosensibile che converte la luce incidente in un segnale elettrico, che a sua volta viene elaborato e convertito nel valore cromatico dello stesso pixel nell'immagine finale.
I segnali elettrici in uscita dal sensore non sono abbastanza ampi per poter essere utilizzati, quindi devono essere amplificati, e più i segnali sono deboli maggiore dovrà essere il grado di amplificazione. In conseguenza di rigorosi principi fisici, ogni amplificazione comporta un aumento del segnale utile ma anche un aumento del rumore originale, più una certa quantità di rumore introdotto dal processo stesso.
Un altro fenomeno che genera rumore è dovuto al fatto che un singolo pixel colpito dalla stessa quantità di luce in momenti diversi genera segnali di intensità diversa.
Ciò comporta che pixel adiacenti stimolati in modo omogeneo danno segnali con una piccola variabilità statistica, che si traduce in una certa granulosità (rumore) nella immagine finale.
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Da quest’ultimo concetto è facile comprendere che il rumore, catturato in diversi momenti, genera segnali di intensità diversa ovvero CAMBIA.
Abbiamo cioè che lo stesso pixel, in esposizioni differenti, si comporterà in modo diverso, generando un rumore diverso. In modo più semplice:
DUE (O PIÙ) ESPOSIZIONI, RICEVENDO LA STESSA QUANTITÀ DI LUCE, PRESENTERANNO RUMORI DIVERSI.
In base a questo semplice principio basterà far capire al software che ciò che deve provare ad eliminare dalle due (o più) esposizioni sono i pixel che differiscono, non a caso proprio quelli che contengono rumore.
DALLA TEORIA ALLA PRATICA
IL METODO CHE ILLUSTRERÒ NON PRECLUDE L’USO DI SOFTWARE SPECIFICI MA LI RINVIA AD UNA SUCCESSIVA FASE. QUESTO METODO VA APPLICATO PRIMA DI OGNI ALTRO INTERVENTO.
Abbiamo visto che per applicare questo metodo dobbiamo avere la possibilità di scattare due foto identiche (più avanti vedremo che e possibile anche avere due foto con diverse inquadrature).
Nell’esempio, ho preso il cavalletto, piazzato la macchina ed ho effettuato 2 scatti. Le foto sono eseguite con una Canon EOS 40D con 24-105L f4 a 3200 iso. La 40d è una macchina semi-professionale di qualche anno fa che con le alte sensibilità si comporta abbastanza bene fino a 800 iso, i 3200 di queste foto generano parecchio rumore cromatico. Ho aperto le foto in camera raw e, senza eseguire nessun intervento, sono passato a Photoshop.
In apparenza le foto sembrano essere praticamente uguali; proviamo ad ingrandire al 100% l’immagine e confrontiamone un ritaglio.
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Per capire ancora meglio le differenze tra questi due scatti ecco una gif animata dei ritagli qui sopra.
Si nota chiaramente come il rumore sia “diverso” da una foto all’altra!
Prendiamo un'altra parte della foto sempre al 100%.
Ormai la differenza è chiara.
Ora non ci resta che farci aiutare dai potenti mezzi di Photoshop CS4.
In questo caso ci vengono in aiuto i cosiddetti
“OGGETTI AVANZATI”
Gli oggetti avanzati sono livelli che contengono dati appartenenti a immagini raster o vettoriali, ad esempio file di Photoshop o Illustrator. Gli oggetti avanzati conservano tutte le caratteristiche originali del contenuto sorgente di un’immagine, permettendovi di apportare modifiche non distruttive al livello.
Iniziamo prima di tutto copiando i due livelli Sfondo delle due immagini in un nuovo documento e selezioniamoli entrambi.
Poi andiamo nella barra del menù e selezioniamo Livello > Oggetti avanzati > Trasforma in oggetto Avanzato.
Ecco come dovrebbe apparire il livello
A questo punto ritorniamo sul menù Livello > Oggetti avanzati > Metodo serie immagini > Intermedio
Il metodo serie di immagini intermedio ha lo scopo di restituire i valori di canale intermedi per tutti i pixel non trasparenti ed è efficace per la riduzione del disturbo e la rimozione di contenuti non desiderati nell’immagine. Questa opzione infatti risulta molto utile, per esempio, anche quando dobbiamo fotografare un monumento in cui ci sono persone in movimento, o una strada con macchine in corsa. In poche parole questa opzione eliminerà tutto ciò che nelle due immagini differisce!
A questo punto non resta altro che confrontare l’immagine ottenuta con una delle due iniziali.
Ecco qua il risultato:
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Il rumore è notevolmente ridotto. Ecco una gif che ci permette di cogliere meglio il risultato.
Ecco l’altro ritaglio
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Ed ecco la gif:
A questo punto possiamo dedicarci ai nostri consueti interventi ricordandoci che se si vuole utilizzare un software di riduzione rumore o il Riduci Disturbo di Photoshop questo sarà il primo passo da fare.
Si potrebbe pensare che per adoperarsi in questo metodo si debba per forza avere la necessità di scattare con un treppiede o con una base di appoggio stabile, infatti abbiamo detto che le foto devono essere esattamente uguali.
Anche se si preferisce il treppiede per eseguire 2 o più foto uguali, anche qui Photoshop ci viene incontro permettendoci di eseguire gli scatti anche a mano libera.
Come? Semplice, grazie allo strumento allinea.
Qui il nostro metodo risulta ancora più interessante!
Qui sotto illustro un esempio molto concreto: era completamente buio quando ho scattato questa foto ad un paesino in lontananza. Non avevo con me il treppiede e per evitare che la foto risultasse mossa ho dovuto alzare gli ISO della mia 40d a 1600 per permettermi un tempo di scatto breve. Poi ho eseguito altri 2 scatti (più scatti si fanno e più la foto risulterà pulita) cercando di non muovermi troppo. I 3 scatti, essendo fatti a mano libera, risultano inevitabilmente “diversi” e addirittura ho cambiato leggermente anche la lunghezza focale!
A questo punto una volta copiati i 3 livelli in un nuovo documento li ho selezionati e tramite il comando Modifica > Allineamento automatico livelli li ho perfettamente resi “uguali”. Lavorando sempre su tutti e 3 i livelli contemporaneamente ho ritagliato i bordi e a questo punto non è rimasto che trasformare i 3 livelli in un oggetto avanzato e proseguire secondo il metodo sopra illustrato.
Ecco qua il risultato (crop al 200%):
Tutto sommato si potrebbe pensare che questo metodo è si utile, ma poco efficace. Vi assicuro che in alcuni casi questo metodo di riduzione rumore fa MIRACOLI! Come?
Per rendere questo metodo più efficace è importante scattare più foto possibili, con 5 foto si ottiene un risultato molto buono, con 10 si ottine un risultato INCREDIBILE!!!
Per il prossimo esempio ho scattato 10 foto a mano libera a 3200ISO! e ho usato, per caricare i raw in photoshop, lo script Carica più file in serie attraverso il menù File.
Questo semplice comando ci permette di caricare più foto come un insieme di livelli alinneandoli automaticamente per poi trasformali in un oggetto avanzato, con un sola opzione.
Ecco l'incredibile risultato in un crop al 100%.
Bè che dire? La seconda foto sembra scattata a 100ISO, invece si tratta di un insieme di 10 foto a 3200iso!!!
QUI E' POSSIBILE VEDERE LE DUE FOTO A MASSIMA RISOLUZIONE
Non mi resta che augurarvi BUON LAVORO!
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