MANI
Sono prolungamenti dello sguardo. Gesticolazioni immobili di intenzioni nascoste, protette,
Dall'altra parte delle mani c'è lui, il vero protagonista dei suoi ritratti, colui che schiaccia il grilletto su un gesto unico, irripetibile in quella interazione dello sguardo.
Mani distorte e aride di stanchezze insopportabili.
delle quali proprio le mani sono inconsapevoli delatrici.
Mani protettrici, rassicuranti, chiuse o accarezzanti di sogni spenti ed archiviati.
Oppure solidità manifeste di un proposito irrevocabile.
Oppure ultimo grido di una forza stremata.
Le mani non visibili del fotografo cercano protagonismo nelle mani altrui, quelle che illuminano le espressioni che si fanno storie, confessioni, che tramutano la persona in personaggio.
Rozze e vere,
dure, tuttora avide di tenerezze mai conosciute.
Mani tenere, bianche e serene di dolcezze ancora immaginate, pazienti di un radioso giorno di amore.
Mani calde e forti, ottimiste e solide, mani sane, giocose, irridenti di ogni minaccia,
protettrici di giustizie inconfutabili.
Mani umane.
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Robertino si introduce alla fotografia a cinque anni, portando a tracolla la bella Ferrania a soffietto di suo padre Carlo. Deve aspettare ancora dieci anni per comprare la sua prima Kodak Istamatic e poco dopo un abbozzato ingranditore di seconda mano. Le stampe di gigantografie ( ! ) proiettate sulla parete della cantina nella sua casa di Macerata, malgrado le mille macchie di polvere, lo infiammano di entusiasmo.
ROBERTO PICCINI Bartolotti, 17 62020 Gualdo (MC) www.robertopiccini.it
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